Home » Nelle Vicinanze

Nelle Vicinanze

Toret: la fontanella a testa di toro

Toret: la fontanella a testa di toro - Bicerin della Venaria

Il Bicerin così ci racconta

Qui dal “Toret”, posto di fronte a noi,vediamo sgorgare l’amata acqua del Principe Egizio Fetonte Eridàno che, a metà circa del XVI secolo a. C., lasciò l’Egitto per conquistare nuove terre.

Veleggiò infatti, con le sue genti, dall’Egitto sino alla Liguria che però – allora- non si chiamava ancora Liguria. Questo nome glielo diede proprio Lui dal nome di suo figlio, “Liguro, che Egli lasciò su quella costa nominandolo, per l’appunto, Re di Liguria. Eridàno  - invece –  proseguì oltre e, attraversato l’appennino Ligure,giunse sino in riva al Po ove si fermò dichiarando questa terra:”Felice e Fiorita

Quivi  fondò una colonia Egizia chiamandola “Taurina o Eridàna”. Fondò altresì la Città di Torino, ante litteram, pertanto la Torino precedente l’Augusta Taurinorum Romana.

Quella cosidetta “Torino Fetontea o Eridàna” che fu poi distrutta da Annibale, nel 217 a C., durante la sua calata in Italia, con gli elefanti per la conquista di Roma.

In questa sua Colonia Taurina Fetonte Eridàno – assieme alle sue genti – importò anche le Credenze e fedi religiose proprie degli stessi Egizi. In particolare vi portò

Il culto del Toro Api di Menfi idolatrato in Egitto

Così da Fetonte Eridàno ereditammo, com’è evidente, sia il nome di Torino che il simbolo del Toro rappresentato non soltanto nello Stemma della Città di Torino ma anche dai ben noti “Toret”. Le famose fontanelle, a testa di Toro, disseminate nella Città di Torino ed in varie altre “Città Piemontesi”.

Ne consegue che dal “Toret”, posto qui di fronte a noi, vediamo sgorgare  - Metaforicamente - proprio:

L’Acqua del… Nilo!

Magia del Toro d’Egitto:             Dar vita a Torino   “ Città capitale del Piemonte Eridàno

Magia del Bicerin di Cavour:       Dar vita a Torino   “Città Capitale d’Italia

Parco la Mandria

A pochissimi metri dal Bicerin Della Venaria vi è l'ingresso Del Ponte Verde. Ingresso dal quale il Borgo Castello risulta frontale. Tra il 1860 e il 1870 vennero costruiti gli Appartamenti Reali, che risultano essere in corrispondenza della cortina frontale ad est.

Si rivive il tempo di Vittorio Emanuele II e Garibaldi, tra Risorgimento ed Unità d’Italia. L’atmosfera altamente rievocativa riporta alle stanze private del Re, pensate ed organizzate per una agiata vita di campagna, insieme alla donna amata e moglie morganatica, la famosa Bela Rosin, e ai loro figli.
Lontano dall’ufficialità della corte il sovrano è qui colto come uomo che ha scelto liberamente il luogo dove dedicarsi alle sue attività preferite come la caccia o il gioco del biliardo. Gravando non poco sull'attività del Primo Ministro Camillo Benso Conte di Cavour, che per ogni documento da presentare al Re, doveva percorrere circa 20 km, Torino - Venaria e ritorno. Qui la storia del Bicerin entra in comunione con la Venaria Reale. La città rompeva la regola del mezzodì pur di riallietare l'animo del povero conte, servendo bollenti e dolcissimi Bicerin.

 

Parco la Mandria

Parco la Mandria

Racconto di storia e cultura

Visita virtuale